Emma, BASTAVA CHIEDERE! 10 storie di femminismo quotidiano

Tra fumetto e pamphlet. Un libro fondamentale. L’idea giusta al momento giusto e fatta moooooolto bene. E poi il clitoride… imperdibile!

Andiamo con ordine.

  1. Cos’è? Il titolo parla di 10 storie, ma più che altro sono 10 capitoli su 10 argomenti sensibili per la vita delle donne (e degli uomini, non ce lo dimentichiamo) farciti di aneddoti e pieni di riflessioni e spiegazioni.
  2. Di che parla? I temi sono tanti, quindi ora faccio una lista di parole chiave: carico mentale legato alla gestione della casa e della prole; invisibilità del lavoro casalingo e di cura; manipolazione emotiva per cui ci si sente in colpa quando si reagisce con stizza a commenti sul proprio corpo non richiesti; pregiudizio sulla rabbia delle donne (non accettata) e il presunto senso di sacrificio in amore e per la famiglia (preteso); il carico emotivo; la dipendenza economica; la divisione dei ruoli troppo drastica e controproducente sia per gli uomini sia per le donne; le opinioni di varie femministe storiche (Silvia Federici, Angela Davis, Christine Delphy); la cultura dello stupro vs del consenso; congedi parentali e maternità; ampiezza del concetto di molestia sessuale (con gli esempi delle esperienze più frequenti che capitano al 90% delle bambine/ragazze/donne); persistenza dello sguardo maschile giudicante sul corpo femminile (forse una delle cose più insopportabili nella mia esperienza quarantennale di vita sulla Terra. Cento volte peggio del dentista!). Il tutto a partire da quando siamo bambine (e bambini). Ma l’argomento che ho letteralmente adorato è stato il clitoride! Spiegazioni complete interessanti, ironiche, comprensibili. Cose che mai avevo visto illustrate così bene e in modo così appassionante.
  3. Com’è? Il tono è conciliante anche se non condiscendente. Cioè? Cioè dice tutto quello che va detto, ma senza allontanare chi legge, anzi proponendo strategie di superamento del problema. E questa mi sembra una cosa molto importante, forse la chiave del successo del libro. Perché senza accettare quello che non va, non indulge al lamento o alla rabbia cieca, ma dà spunti di confronto. Brava Emma!
  4. Quindi è un’opera perfetta? La perfezione non è di questo mondo. Anche quest’opera per me ha un neo (e mezzo): a volte il tono è un po’ pedagogico, e si porta con sé le illustrazioni, che diventano quasi semplici supporti per lo spiegone. Però è un peccato veniale molto piccolo. Non fosse stato così, certo non l’avrei recensita!
  5. E quindi? Se posso dare un consiglio non richiesto, procuratelo e leggilo un po’ per volta.

Io l’ho preso quando è uscito con La Repubblica, ma se ne possono trovare dei capitoli in Le brave ragazze si ribellano, Centauria, 2017. Comunque se lo vuoi te lo presto!

Se l’ha già letto, sei d’accordo con quello che ho scritto? Se non l’hai letto e ne vuoi sapere di più, scrivimi su messaggi@degenere.net

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