THE 51%

 

E noi che credevamo che la tecnologia fosse neutrale! Illuse! Illusi!

Un interessantissimo podcast di FRANCE 24, nella trasmissione The 51%, si interroga sull’uso delle voci femminili applicate ad assistenti virtuali come Siri e Alexa e riporta l’opinione della sociologa digitale Yolanda Strengers, docente alla Monash University.

Strengers sostiene che l’intelligenza artificiale ha bisogno di un “riavvio” (reboot) femminista. E io direi: mica solo l’intelligenza artificiale!

Ma perché? L’intelligenza artificiale non è neutra, come un robot asessuato? Ebbene, no, se è programmata da uomini e soprattutto se ha una voce, maschile o femminile che sia. Però, guarda un po’, quella femminile è la più usata. Infatti è più piacevole, e noi (tutte e tutti) siamo più inclini a farla entrare nella quotidianità della nostra casa quando usiamo i dispositivi smart. La ragione di questa scelta si conforma però con lo stereotipo di genere per cui ci aspettiamo che sia una donna ad avere la responsabilità delle mansioni amministrative e domestiche. Aggiungiamoci che la mamma ci diceva cosa fare con dolcezza, e il papà con autorità, e facciamo 2+2 (per fortuna non tutte le mamme sono uguali e non tutti i papà sono autoritari, vivaddio!).

La scelta di una voce femminile, piacevole e affidabile, ma anche sottomessa e accogliente, è generata da un software ed è fatta da designer che sono per la maggior parte uomini.

Inoltre, se si chiede ripetutamente scusa ad Alexa, si scopre che continua a scusarsi ripetutamente anche lei, senza nemmeno chiedere spiegazioni. E questo ci fa ricordare qualcosa di davvero sgradevole: una donna che si scusa spesso è sovente percepita come una donna inutile, e pertanto facile vittima di violenza domestica, spesso imbrigliata in una relazione coatta, e comunque “utile” solo nel momento in cui rende un servizio, proprio come Alexa (che, non ce lo dimentichiamo, donna non è, ma è una voce sintetica).

Tuttavia, anche una voce sintetica, se ha connotazione di genere, diventa rappresentativa di quel genere. Per metonimia, una voce di donna è come una donna in carne ed ossa. Specialmente nella nostra società in cui le donne sono “spezzettate”: culo tette bocca gambe e anche voce, en passant, ma solo quando serve!

Le assistenti virtuali hanno preso il ruolo di assistenti domestiche, che già anticamente era ricoperto da donne. Se è vero che Alexa e Siri possono aiutare la gestione della nostra esistenza, è anche vero che occorre rimanere disincantati dalla dolce voce della tecnologia per continuare a monitorare sulle compagnie Tech affinché si sensibilizzino e tengano in considerazione l’effetto che i dispositivi digitali possono avere nella nostra quotidianità.

Questa notizia è tratta da THE 51%, un programma in lingua inglese che si occupa di “donne che stanno cambiando il nostro mondo”, prodotto dall’emittente internazionale France 24, presentato da Annette Young. Link: https://www.france24.com/en/tv-shows/the-51/20210314-2021-03-14-20-55-en-wb-the-51-percent-0312-2021-ep-28

Questa recensione è stata scritta dalla mia amicollega Lorenza Fabretti, presenza costante nel mio diario della gratitudine, e da me revisionata. 

Se vuoi commentare, scrivici su messaggi@degenere.net ed entra anche tu nel magico mondo della comunicazione tecnologica, del femminismo, del confronto e nel mio diario della gratitudine!

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